Notizie sicure dal Vava

settembre 28, 2007

28 settembre

Filed under: Attualità,Finanza - Economia — vavadixit @ 1:47 pm

RefreshmentsFesteggiamenti. Cosa ci sarà mai da festeggiare… mah! Consoliamoci con l’epitaffio del Vavatrone.

Ella fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro,
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro,
così percossa, attonita
la borsa al nunzio sta,

Refreshmentsmuta pensando all’ultima
ora della banca fatale;
né sa quando un simile
sistema o canale
per gli ordini elettronici
a utilizzar verrà.

Lei folgarante in solio
vide il mio genio e piacqui;
quando, da giovane stagista,
caddi, risorsi e giacqui,
di mille voci al sònito
mista la sua non ha:

grato del passato encomio
e del suo affettuoso equipaggio,
il cuor si commuove al sùbito
sparir di tanto raggio;
e scioglie all’urna un cantico
che forse non morrà.

Da bloomberg ai derivati,
da IMIDirect ai Curando,
di quel securo il fulmine
andava lesto realizzando;
lavorò dal Seveso al Catai,
dall’uno all’altro mar.

Fu vera gloria? Ai posteri
l’ardua sentenza: noi
chiniam la fronte al Massimo
Fattor, che volle in lei
del creator suo spirito
più vasta orma stampar.

La procellosa e trepida
gioia d’un gran disegno,
l’ansia d’un cor che indocile
serve, pensando all’assegno;
e il giunge, e tiene un premio
ch’era follia sperar;

tutto ella provò: la gloria
maggior dopo la sentenza,
la condanna e la vittoria,
la scalata e la triste decadenza;
due volte nella polvere,
due volte sull’altar.

Ella si affermò: due tempi,
l’un contro l’altro armato,
sommesse a lei si volsero,
aspettando il prestito erogato;
ella fe’ silenzio, ed arbitro
s’assise in mezzo a lor.

E sparve, e i dì nell’ozio
chiuse nell’accieria feconda,
vittima d’immensa furbizia
e di cupidigia profonda,
dell’innominabile avvocato
che si maladice ancor.

Come sul capo al naufrago
l’onda s’avvolve e pesa,
l’onda su cui del misero,
alta pur dianzi e tesa,
scorrea la vista a scernere
prode remote invan;

tal su di noi il cumulo
delle memorie scese.
Oh quante volte ai posteri
narrerem le tue imprese,
e di come era bello lavorare
con te nel centro di Milan!

Oh quante volte, al tacito
morir d’un giorno inerte,
poserem le mani fulminee,
le braccia al sen conserte,
stette, e dei dì che furono
l’assalse il sovvenir!

E ripenserem i mobili
le tende, e i lignei valli,
ai nostri vecchi ruoli,
e il caffè degli intervalli,
e il lavor gioioso ma serio
e il celere ubbidir.

Ahi! Grande e tanto strazio
colpisce tutti i presenti,
e li addolorò; ed il cuor
anche dei fidati consulenti,
è lacerato da un profondo dolor, 
e  nuovo cliente colmar non può;

ogni cosa riservi il fato,
qualsiasi tipo di abbondanza,
ai successi eterni, e al premio
che i desideri avanza,
il ricordo di questi anni felici,
dimenticar giammai potrò.

 Bella Immortal! benefica
Banca ai trïonfi avvezza!
Scrivi ancor questo, allegrati;
ché più superba altezza
alla presenza della Consob
giammai non si presentò.

Tu dalle stanche ceneri
risorgerai nella parola:
il ceo che atterra e suscita,
che affanna e che consola,
alla banca compratrice
il nome tuo infin posò.

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