Educazione. Ultimamente si sono succedute innumerevoli riforme scolastiche che hanno totalmente stravolto l’università facendo spuntare nuovi atenei come i funghi in autunno. Purtroppo, proprio come i funghi, anche i nuovi atenei non sono tutti "commestibili".
Prima c’erano solo poche e prestigiose Università (ancora mi ricordo le levatacce per prendere un posto decente nelle super affollate aule del Poli), adesso ci sono corsi, come quello di Scienze della mediazione linguistica dell’Università di Forlì, che contano un solo iscritto. Leggere l’articolo di Gian Antonio Stella per credere.
Ma quanto valgono queste nuove facoltà? Chi sono i docenti che vi insegnano? Non ci stiamo forse CEPUzzando?
In un altro articolo l’ottimo Stella ci racconta storie che sembrano barzellette:
- UKE – Università Kore di Enna. Voluta da un politico locale che ora la amministra avendo una licenza di media inferiore.
- LUM – Libera Università Mediterranea di Casamassima (BA). Ha sede e campus all’interno di un supermercato.
- Libera Privata Università di Diritto Internazionale dell’Isfoa. Condannata dall’Antitrust perchè dichiarando di avere sedi a New York e il Principato di Monaco risiedeva invece a Tirana, in Albania.
Ma perchè sono nate tutte queste nuove università? Forse solo per accaparrare sovvenzioni statali, regionali e provinciali?
E questi soldi non vengono sottratti alle Università serie, che già vengono scarsamente finanziate?
Intanto, da una ricerca condotta da Newsweek, risulta che fra le migliori 100 università del 2006 non ve ne è una italiana. Ai primi tre posti ci sono Harvard, Stanford e Yale, ma questo non ci sorprende. La sorpresa è che davanti alla migliore Università italiana troviamo la Monash University a Berwick in Australia, la Purdue University a West Lafayette, Indiana, la Uppsala University in Svezia e la Katholieke Universiteit Leuven, in Belgio.
Meno male che la lista si chiude al centesimo posto altrimenti avremmo trovato anche l’Università di Springfield dove si è laureato Homer Simpson.